GELA. Violenza e bullismo,
la vita nelle scuole si fa sempre più dura. Il ripristino del voto in condotta
con la sua valenza
forte nel determinare la non promozione di alunni e bulli
scalmanati non è considerato da tante scuole come il rimedio
efficace. C’è
chi pensa che premiare sia meglio che punire e che la realtà si può affrontare
alla stregua di un gioco.
Nella scuola media San Francesco di Gela, dal primo
ottobre si sperimenterà un modello pedagogico antibullismo e violenza che è
stato preso in prestito dall’attore Robeto Benigni. Ne «La vita è bella»,
Benigni alias l’ebreo Guido per proteggere il figlioletto di 5 anni dall’orrore
del campo di concentramento gli fa credere che si tratti solo di un gioco a
premi con un carro armato in palio. Contro una realtà segnata da violenza e
bullismo, il collegio dei docenti, presieduto dalla dirigente GiovannaPalazzolo,
ha organizzato la vita della scuola come un gioco a premi con in palio un
computer portatile. Il gioco consiste nell’accumulare punti limitatamente
all’osservanza delle norme del regolamento d’istituto e a prescindere dal
profitto delle singole discipline. «Abbiamo stabilito dei punteggi da attribuire
ogni giorno, ogni settimana ed ogni mese agli alunni - ha detto la prof.
Palazzolo - ad esempio chi arriva puntuale ogni giorno a scuola acquista punti,
chi per tutta la settimana non ha una nota o un provvedimento disciplinare
acquista altri punti. Ogni mese il consiglio di classe attribuisce fino a 4
punti all’alunno che ha avuto un determinato comportamento in classe e verso i
compagni. In questo gioco non è prevista la sottrazione di punti a chi non
rispetta le regole ma solo l’accumulo per chi invece si comporta bene. A fine
quadrimestre consegneremo dei premi intermedi. Il computer lo vincerà a fine
anno chi ha totalizzato nell’istituto più punti. Noi siamo per una pedagogia che
premia non che reprime». Il progetto è stato intitolato «Un computer contro la
violenza ed il bullismo». Da quando è stato lanciato il premio gli alunni
notoriamente più discoli hanno organizzato "spedizioni" in presidenza per
verificare di persona se il computer in palio esiste davvero. Curiosità
pienamente soddisfatta. Ma la gara sarà lunga un anno intero e non ammette
"sgarri". Il primo ottobre start dell’esperimento di pedagogia
"benigniana".
MARIA CONCETTA GOLDINI